28 febbraio 2017
Cin-ci-là

cincila bambola int cincila box int cincila ciak int

Operetta

martedì 28 febbraio 2017 – ore 21

Compagnia Corrado Abbati

CIN-CI-LA'

operetta di Carlo Lombardo

musica di Virgilio Ranzato

adattamento di Corrado Abbati

Cin-ci-là, anche per il suo suono curioso è il titolo d’operetta più noto in Italia e questo sicuramente grazie alla sua musica, immediata e dal ritmo discreto, e al clima assolutamente divertente suggerito dal testo.
Questa Cin-ci-là vuole riportare l’operetta alla sua struttura originaria con una operazione di riequilibrio delle varie componenti che, almeno come fonte di ispirazione, entrano nel lavoro degli autori e per l’esattezza : gli spazi lirici restituiti alla loro integrità, il brio della commedia e lo sfarzo che già annunciava la rivista.
La storia di Cin-ci-là, donna bella e sensuale, diventa l’elegante storia della sua sensibilità, dei suoi problemi, del suo desiderio di emancipazione che ne farà una grande protagonista dell’operetta italiana. Bella, brava ed entusiasta come i suoi motivetti ritmati che tutti conoscono e cantano, così Abbati ha voluto questa moderna Cin-ci-là dove il tono scanzonato e spensierato si unisce ad un forte richiamo sentimentale.

– argomento –

Siamo a Macao, in Cina, ed è tradizione che quando un membro della casa regnante si sposa, si dia inizio al Ciun-Ki-Sin : un periodo nel quale si sospende ogni divertimento e ogni lavoro. Questo fino a quando il matrimonio non sarà consumato.
I due sposini, la principessa Mjosotis ed il principe Ciclamino, non hanno le idee molto chiare sui doveri matrimoniali ed il Mandarino di Macao è disperato, perché il Ciun-Ki-Sin rischia di durare in eterno ma, guarda caso, arriva Cin-ci-là, un’attrice parigina seguita dal suo buffo spasimante Petit-Gris.
Fon-Ki, il mandarino, che aveva conosciuto Cin-ci-là nella capitale francese, vede in lei la soluzione : sarà Cin-ci-là ad insegnare al principe Ciclamino quello che non sa.
Petit-Gris, dal canto suo, pur senza aver ricevuto alcun mandato, si occupa dell’educazione della principessa Mjosotis. Le due teste coronate non sembrano però molto interessate alle “lezioni” di Cin-ci-là e Petit-Gris sicché il suono del Carillon, il segnale che il Ciun-Ki-Sin è finito, tarda ad arrivare. Il popolo è in rivolta ed è stanco di aspettare ; vuole l’erede al trono e, quasi per incanto, suona il fatidico carillon. E’ festa grande, tutti festeggiano il principe Ciclamino che ora ha capito cos’è la felicità, ma poco dopo il carillon suona una seconda volta. “Com’è possibile ?”, si interroga il mandarino, “il carillon rappresenta la virtù, e si può perdere la virtù più di una volta ?”.
Il mistero viene presto spiegato : Ciclamino e Cin-ci-là, Mjosotis e Petit-Gris hanno pensato di far suonare il carillon ognuno per proprio conto. E’ uno scandalo, ma uno scandalo da operetta che rientra subito perché Ciclamino e Mjosotis, ora che sanno, si innamorano veramente uno dell’altra e finalmente Macao avrà l’erede.